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DOMANDE FREQUENTI

Vorrei poter mantenere nel tempo le prestazioni del carrello elevatore. Quali suggerimenti posso seguire?

Per mantenere in buono stato un carrello elevatore sono necessarie due tipi attività: una diretta a un uso corretto del carrello elevatore, l'altra diretta a realizzare una costante e mirata manutenzione. Il carrello elevatore è progettato per movimentare. Il carrello elevatore non spinge, non traina, non marcia su superifici inidonee, ecc. Il carrello elevatore è soggetto a controlli periodici di natura preventiva (controllo catene, controllo sistemi di sicurezza, ecc) e a tagliandi periodici, come da manuale del costruttore (sostituzione olio motore e filtri, controllo batteria di trazione, ecc)

Vorrei poter mantenere nel tempo l'efficienza della batteria di trazione del carrello elettrico. Quali accorgimenti devo seguire?

La batteria si rabbocca solo ed esclusivamente alla fine della carica (in genere al mattino); se si rabbocca prima della carica, l’elettrolita può uscire dagli elementi, raccogliendosi sul fondo del cassone. Questa tracimazione comporta un calo della densità dell’elettrolita con conseguente diminuzione della capacità della batteria. Non esiste un tempo predeterminato per il rabbocco, perché il consumo di acqua varia secondo le condizioni di utilizzo della batteria: temperatura, metodo di ricarica, regime di scarica ecc. Attenersi comunque a quanto descritto nelle norme per l’utilizzo e la manutenzione. Un controllo puntuale dei livelli della batteria di trazione con l’opportuno rabbocco mantiene l’ottima efficienza della stessa. E’ possibile lasciare la batteria inutilizzata per lungo tempo purché periodicamente se ne verifichi lo stato di carica (circa una volta la mese) ed eventualmente effettuare un ciclo di carica. Si raccomanda di non lasciare mai la batteria scarica; si possono incontrare difficoltà di ricarica a causa di solfatazione delle placche.

Si sconsigliano le cosiddette “cariche di biberonaggio”: possono abbreviare la vita della batteria. E’ consigliabile procurarsi una seconda batteria da intercambiare. La durata della ricarica è variabile e dipende dai seguenti principali fattori: livello di carica residuo,  metodo di carica (corrente a curva di carica), temperatura. Si consiglia di non raggiungere la soglia minima di carica ovvero di non scendere al di sotto della suddetta. Si consiglia altresì di completare sempre il normale ciclo di carica della batteria di trazione prima della messa in uso del carrello. Si raccomanda di controllare l’integrità del cassone, in quanto la presenza di ruggine o altro tipo di processo corrosivo può compromettere il funzionamento degli elementi stessi o risultare addirittura pericoloso.

Inoltre con interventi pianificati di manutenzione sulle parti elettriche ed elettromeccaniche della batteria si garantisce il suo buon funzionamento, migliorando la produttività del carrello. I controlli, con interventi pianificati sulla base delle esigenze del cliente, prevedono: controllo elettrico delle batterie con rilievo della tensione e della densità dell’elettrolito degli elementi - controllo dello stato del cassone, delle connessioni, dei terminali e dei tappi per il rabbocco - manodopera per la sostituzione di eventuali terminali, connessioni e tappi per il rabbocco - svuotamento elettrolito del cassone - redazione ed aggiornamento della scheda tecnica della batteria.

Quali accorgimenti vanno adottati per evitare il ribaltamento del carrello?

Nel funzionamento il carrello sfrutta il principio della leva. E' come avere una bilancia. Abbiamo quindi un fulcro che è fissato sull'asse anteriore; mentre ai due lati abbiamo il peso del carrello e il peso del carico da sollevare. Poiché il carrello è un mezzo di trasporto di carichi posti al di fuori della propria base, si vengono a generare due rischi: il ribaltamento frontale e il ribaltamento laterale.

Il ribaltamento frontale può essere causato dal sovraccarico, quindi va verificata la portata del carrello, oppure da una guida troppo veloce con carico posto in alto e una brusca frenata. In questo caso si genera un movimento di ribaltamento causato dallo sbilanciamento del mezzo in avanti. Va sempre verificato che il carrello sia in grado di trasportare il carico e che la guida sia applicata al tipo di percorso. Inoltre è importante che le forche e il carico siano a circa 20-25 cm da terra durante gli spostamenti.

Per il ribaltamento laterale entrano in gioco altri fattori: la velocità, la forza centrifuga e il raggio di sterzata. Sinteticamente: più alta è la velocità con cui si affronta una curva e più stretto è il raggio di sterzata, allora maggiore sarà la forza centrifuga che agirà lateralmente al carrello, fino a provocarne il ribaltamento.

Qualsiasi carrello ha una base di appoggio triangolare: determinata dallo spazio tra le ruote dell'assale anteriore e il punto di appoggio sull'assale posteriore che è fissato nello snodo dello sterzo. Si ha ribaltamento quando il baricentro del mezzo esce da quest'area. Il baricentro, detto anche centro di gravità, è il punto dove si concentra la forza del peso in un corpo. Il baricenro cade sempre all'interno della base della figura e quando ne esce si ha il ribaltamento. Nei carrelli questo punto varia a seconda che si viaggi carichi o scarichi. Viaggiando scarichi il baricentro del mezzo si trova più indietro rispetto al mezzo carico; quindi paradossalmente è più facile avere un ribaltamento laterale. Viaggiare in discesa o in salita provoca uno spostamento del baricentro nel senso in cui si procede. Per cui andando in salita si dovrà procedere in avanti con le forche a circa 20-25 cm da terra, in modo che il carico gravi sul carrello e il baricentro venga a trovarsi dentro al triangolo di stabilità. La discesa andrà affrontata in retromarcia, in modo da mantenere sempre il carico gravante sul carrello, aumentando la stabilità fronte del mezzo.

E' possibile movimentare un carrello tra i miei magazzini raggiungibili dalla strada pubblica?

Si, è possibile a condizione che il carrello elevatore abbia i requisiti di omologazione per la targatura. La richiesta di targatura andrà inoltrata alla motorizzazione competente territorialmente. La circolazione delle macchine operatrici è un fatto eccezionale, essendo tali veicoli destinati ad operare prevalentemente nei cantieri ed equipaggiati eventualmente con speciali attrezzature. Tuttavia le macchine operatrici per spostarsi su strada ad uso pubblico devono essere immatricolate presso un UMC. L'immatricolazione di macchine operatrici in leasing non è contemplata dalle norme del previgente Codice né da quello attualmente in vigore. Tuttavia la DG dell'allora MCTC (ora DTT) ha emanato specifiche disposizioni che consentono l'immatricolazione di questa categoria di veicoli a nome del locatore applicando le norme previste per autoveicoli, motoveicoli e rimorchi. È ammessa anche l'immatricolazione di macchine operatrici acquistate con riserva della proprietà (art. 1523 CC - patto di riservato dominio). La ns azienda può fornire tale servizio, tramite una agenzia specializzata che cura l'intero iter: dalla richiesta fino all'ottenimento della targa.

Vorrei acquistare un carrello elevatore. Quali criteri devo adottare per una scelta corretta?

La scelta di un carrello elevatore è dettata principalmente dal tipo di attività che dovrà essere svolta e dai luoghi in cui movimentare. Fondamentalmente i requisiti principali sono: la trazione, la portata, il montante. Vi sono tre tipi di trazione: manuale per i transpallet a basso sollevamento, termica ed elettrica per i carrelli elevatori. La portata indica il peso massimo previsto per lo spostamento e/o il sollevamento fino a una determinata altezza. Esistono inoltre altri fattori che sono legati a specifiche esigenze dell'utente e particolari strutture logistiche. In questi casi sarà necessario configurare il carrello elevatore con le più idonee opzioni.

Vorrei prendere in locazione un carrello elevatore. Quali criteri devo adottare per una scelta corretta?

La scelta di un carrello elevatore in locazione rispecchia gli stessi criteri tecnici dettati per l’acquisto, mentre diversi sono i criteri giuridici e fiscali.  Scegliere di acquistare o locare dipenderà anche da altri fattori: disponibilità economica, tipi di finanziamenti offerti dal mercato, scelte fiscali e contabili, ecc. Vi sono tali pro e contro, per entrambe le soluzioni, che non è possibile assumere oggettivamente una posizione netta. Tutto dipende dalle scelte aziendali e di mercato volta per volta in essere.

Ho sentito parlare del patentino per carrellisti, di che si tratta?

Attualmente il patentino per muletto non esiste. I carrelli elevatori sono omologati per la circolazione in aree private; salvo omologazione specifica per la circolazione su strada pubblica. Come previsto dagli artt 36, 37, 71 del D.lgs 81/2008 il datore di lavoro deve istruire e informare il lavoratore sulla sicurezza e sull'utilizzo corretto del carrello. A tal fine potrà organizzare dei corsi di istruzione e fornazione. Solo recentemente il legislatore è giunto alla concreta regolamentazione con l'Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012. L’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012 ha individuato le attrezzature di lavoro per il cui utilizzo è richiesta una specifica abilitazione degli operatori. Si tratta di attrezzature per il sollevamento quali ad esempio piattaforme, carrelli elevatori, gru, escatavori, ecc. per le quali l’Accordo stabilisce anche i contenuti, la durata e le modalità di formazione.

Vorrei addestrare il personale all'uso del carrello elevatore, sia per l'aspetto pratico che per la sicurezza. Esistono corsi per carrellisti?

La ns azienda offre corsi per l'addestramento degli operatori che manovrano carrelli elevatori; sia per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro e sia per quanto riguarda l'uso corretto dei carrelli stessi. Il corso prevedere una parte teorica e una parte pratica. Al termine del corso e al superamemto degli esami  verrà rilasciato un attestato di abilitazione all'utilizzo del carrello elevatore.

 
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